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Meo Sacchetti e la Vanoli

Meo Sacchetti, allenatore della Vanoli Basket nonché Commissario tecnico della Nazionale Italiana di Basket, è stato il protagonista della conviviale di martedi 20 marzo 2018, serata interclub con il Lions Stradivari.
I Presidenti dei due Club rispettivamente Valter Galbignani per il Rotary Cremona Po e Patrizio Azzini per il Lions Stradivari, con orgoglio, hanno introdotto il famoso ospite la cui relazione è stata incentrata su alcuni passaggi della sua carriera di giocatore e di allenatore nonché sulla sua storia personale al di fuori del basket. E’ anche presente Andrea Conti, G.M. della Vanoli che si occupa del settore giovanile.

Pur essendo la sua carriera ricca di successi Sacchetti ha ancora dei sogni: “….non bisogna mai smettere di sognare…”Spiega le motivazioni che lo hanno  indotto, lo scorso anno, a lasciare Brindisi dove allenava la squadra locale nel campionato di A1, per spostarsi    a Cremona la cui squadra militava nel campionato A2: “…non avevo un buon rapporto con il Presidente perché lui anziché parlarmi direttamente lo faceva attraverso i media…”Tutti gli avevano parlato bene della Società di Cremona: “…c’è gente seria” e quando gli è stata prospettata la possibilità di trasferimento ha accettato immediatamente.

A  Cremona è rimasto folgorato dalla bellezza della Piazza del Duomo, tanto da organizzare qui il raduno della Nazionale di Basket di A2 facendo quindi – dice scherzosamente – promozione turistica per il Comune. Anche il mare non gli mancherà: a Cremona c’è il Po e …..”mi hanno detto che ci si può fare il bagno.

Parla poi della sua storia personale, della sua famiglia di emigranti, trasferiti per lavoro dal Trentino in Romania per lavorare nelle cave.
I genitori e i fratelli sono nati in Romania ed avevano la doppia cittadinanza. Dopo la guerra il regime comunista obbligò scegliere; alcuni parenti rimasero in Romania mentre i suoi genitori decisero di tornare in Italia sistemati prima in una caserma di Udine poi in un campo profughi di Termini Imerese ed infine ad Altamura dove Meo Sacchetti è nato.
Da piccolissimo ha perso il padre di cui, forse per questo, dice di non averne sentito la mancanza e di aver avuto una infanzia povera ma bellissima.
Meo Sachetti riconosce alla moglie il merito di aver cresciuto i figli con determinati valori, figli con i quali ha un rapporto onesto, con un cruccio per gli innumerevoli tatuaggi del figlio maggiore. Il contratto con la Vanoli ha la durata di tre anni ma  non si sa mai cosa può succedere  “…..se mi chiama il Real Madrid oppure se mi mandate via voi….

Le domande sono numerose, eccone alcune:
quali giocatori e allenatori ricorda con più affetto?;
quanto pesano gli aspetti tecnici e psicologici nell’ottenimento dei risultati?
rispetto al passato, quando l’Italia vinceva maggiormente ci sono troppi stranieri e quindi meglio ridurre il numero di stranieri?,
a cui Meo Sacchetti ha così risposto:
Il miglior giocatore in assoluto è stato Dino Meneghin, non solo per le sue doti di giocatore, ricorda con piacere Michael Jordan, Larry Bird, Oscar Schmidt e Drazen Petrovic. Fra i tanti allenatori conosciuti – da Gamba a Rubini – Guerrieri è stato quello che gli ha dato di più, non solo per la pallacanestro.
La pallacanestro è fatta dai giocatori: difficilmente si vince senza i buoni giocatori ma non sempre i buoni giocatori vincono.
Non è possibile fare paragone con il passato, c’è stata una evoluzione nello sport. Si potrebbe cominciare a togliere gli stranieri ma si è pronti ad accettare uno spettacolo inferiore?
Una domanda anche per il gm Andrea Conti sul perché non escano più giocatori cremonesi. Conti fa presente che tante società non investono più su giovani, mancano i praticanti, le strutture e le professionalità. La Vanoli è un po’ in controtendenza, sta cercando di investire sui giovani. Meo Sacchetti conclude evidenziando come un grosso problema consista nel fatto che in Italia non si insegna l’educazione fisica dalle elementari, decisione che sarebbe invece di grande giovamento sia dal punto di vista fisico per la salute dei ragazzi che dal punto di vista della mentalità sportiva.

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